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Lei Chi?

Professor Charles F. Hofacker

<< Mario, sei a posto? Ti sei fatto male?>>

<< Maresciallo, il braccio mi fa malissimo.>>

Guardavo la TV con occhi spalancati, fissati sullo schermo. Il capitano, Mario, era stato colpito da un malvivente. Il Maresciallo veniva a prendersi cura della ferita. Dopo un singhiozzo Mario diceva:

<< Mi ha dato del tu. Sto morendo?>>

Ho battuto le ciglia. Una volta. Due volte. Che cosa ho sentito? Dopo la pubblicità, il capitano è guarito ma mi rimaneva un dubbio.

In inglese si dice "you" per rivolgersi al proprio fratello, o al Presidente. La stessa parola serve per una sala piena di gente. Ero alle prese con questa sottigliezza della differenza tra il tu e il lei.

Avevo già capito che gli libri d'italiano non spiegano completamente la differenza. Dovevano semplificare. Dovenano andare avanti fino al fondo della grammatica. Dovevano lasciare che i lettori imparassero certi argomenti da soli.

Insegno statistica, una materia che pervade il mio modo di capire il mondo. È stato così anche con questa mia ricerca linguistica e sociologica. Ad esempio, mentre facevo il pendolare sul tram trascrivevo sul quaderno gli orari in cui i passeggeri usavano espressioni diverse: Ore 07.43: scusi. 07.51: scusa. Due persone mi hanno toccato per errore, due forme grammatice diverse. 08.09: La porta del tram non si apre, qualcuno dice <<Apri!>>

Ci ho pensato fino al mio ufficio. Mi sono chiesto se i libri d'italiano descrivessero l'Italia di questo pianeta oppure un'Italia in an zona diversa della nostra galassia.

Fortunatamente, avevo la TV per educarmi. Due adulti flirtavano. È stato l'uomo a chiedere,

<< Ci diamo del tu?>>

Una secca risposta:

<< Sono le donne che concedono il tu.>>

Che terreno minato da attraversare! Come potevo dimostrare una minima educazione nell'universo sociale cosí complesso? Di nuovo mi sono affidato alla statistica.

Nella tecnica del test delle ipotesi, ci sono due modi di sbagliare, e ci sono due modi di aver ragione. Supponiamo che abbiamo due ipotesi possibile: A oppure A'. Il vero stato della realtà può essere A oppure A'. Possiamo rappresentare la situazione con la tabella riportata qui sotto:

    La Realtà
    L'IpotesiAA
    A GiustoSbagliato
    A' SbagliatoGiusto

Secondo La Teoria delle Decisioni Statistiche, dovremmo contemplare i due modi di sbagliare, e le perdite che ci sono nei due casi. Di solito vogliamo limitare le perdite. Nel caso in cui si dà del lei ma si dovrebbe dare del tu, c'è la possibilità di essere un po' pedante. Al contrario, nel caso in cui si dà del tu ma si dovrebbe dare del lei, le perdite si moltiplicano. Invece di essere un po' troppo formale, negli sbagli del secondo tipo, c'è l'imbarazzo di essere un cafone.

Dopo tutto, la scelta era facile. Dal tempo di quell'analisi in poi, avrei scelto di dire "Lei" e di non preoccuparmene più.

E così ho fatto. Fino al weekend in cui mia moglie ed io ci siamo trovati nel mio albergo preferito a Roma. Un giorno, di prima mattina mentre mia moglie dormiva ancora, ho sceso le scale e sono andato a colazione. C'era la camieriera che avevo già visto altre volte. Ho cominciato: << Non so se si ricorda di me ...>>

<< Sì,>> ha risposto, << Ci mancherebbe. Come stai?>>

Magari, per un momento ho contemplato la mia regola di non fare gli sbagli del secondo tipo. Va bene. Ogni tanto con questa regola si sbaglia. L'alternativa è peggiore. Lei ha continuato:

<< Come mai sei a Roma?>>

e così via. Dopo la chiacchierata è tornata a lavorare e io ho trovato una brioche da mangiare.

Mentre uscivo dalla sala, si è fatta vedere mia moglie. Più o meno contemporaneamente la cameriera si è avvicinata. Le ho detto

<< È mia moglie.>>

La cameriera ha risposto,

<< È un piacere.>> Allora, rivolgendosi a me, ha detto, << Buona giornata a Lei.>>

Sono rimasto senza parole.